Visualizzazione post con etichetta Lloyd George. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lloyd George. Mostra tutti i post

domenica 28 febbraio 2010

Parte I, Capitolo III, Paragrafo V: l'Europa orientale e mediterranea dal 1925 al 1929

 

Il periodo che va dal 1925 1929 fu meno travagliato del precedente nell'Europa orientale e mediterranea. l'Urss, il cui governo era già riconosciuto dalla maggior parte degli Stati europei, dopo la morte di Lenin avvenuta nel 1924 sino al 1927, in cui fu escluso Trotsky dal partito comunista, una grave crisi interna le impedì di partecipare attivamente alla politica europea.

L'unione sovietica temeva la costituzione di un fronte anche sovietico e considerava il trattato di Locarno come una minaccia. Inoltre l'Urss condannava la società delle nazioni, considerandola uno strumento privilegiato di controllo delle potenze europee.

La politica italiana era ancora più attiva, soprattutto nelle regioni del Danubio e dei Balcani, e quest'attività provocava un rafforzamento delle alleanze francesi.

Nella zona del Mediterraneo, gli avvenimenti principali furono le controversie che opponevano alla Grecia ai suoi vicini: Turchia, Bulgaria, Jugoslavia, Albania e Italia.

 

Il trattato di Berlino

 

Le relazioni tedesco-sovietiche erano cordiali dopo la firma del trattato di Rapallo, dove erano state poste le basi di una certa collaborazione politica economica. Durante la conferenza di Locarno, Cicerin fece dei passi presso il governo tedesco per concludere un trattato di amicizia neutralità. Stresemann cercò inizialmente di sottrarvisi, poi preoccupato di tenere in equilibrio la bilancia con i paesi occidentali, accettò la firma di un accordo economico  (ottobre 1925), seguito da un accordo politico che fu sottoscritto a Berlino nell'aprile del 1926.

Dopo qualche mese, con l'ingresso della Germania nella società delle nazioni, l'unione sovietica si preoccupò nuovamente del rapporto con questo paese, considerando la SDN come uno strumento della politica capitalistica diretta contro l'Urss.

 

Russia, Polonia e Stati baltici

 

La Polonia cercò nel 1925 di ottenere un trattato di garanzia delle sue frontiere orientali. Nel gennaio fu firmato un trattato di arbitrato fra i quattro paesi. Tuttavia la Lituania, era rimasta molto ostile alla Polonia per la questione di Vilna. Per questo cercò di creare una piccola intesa baltica. L'Urss intervenire per impedire la firma di un tale accordo, che riteneva giustamente diretto contro di sé. I polacchi replicarono proponendo al contrario un patto di garanzia globale; i paesi baltici risposero in maniera identica. La Lituania invece accettò la proposta sovietica: spazio ciascuna delle due parti avrebbe rispettato l'inviolabilità del territorio dell'altra e sarebbe rimasta neutrale in caso di aggressione contro l'altra parte. Anche la Lettonia sottoscrisse un trattato di neutralità con l'Urss. In quel periodo furono firmati trattati analoghi anche con la Turchia, l'Afganistan. In effetti le preoccupazioni dell'Urss non erano del tutto ingiustificate. Durante gli anni che vanno dal 1926 al 1928 le relazioni fra i sovietici e la Francia, l'Inghilterra e l'Italia dall'altra, peggiorarono sensibilmente, per non parlare delle difficoltà con la Polonia, la Lettonia e l'Estonia.

 

Tensione franco-russa

 

In Francia vi era ancora una debole speranza di ottenere il rimborso dei debiti russi contratti dagli Zara e azzerati durante la rivoluzione bolscevica. Nel febbraio del 1925 si riunì a Parigi una conferenza franco-sovietica per studiare questo problema, ma alla conferenza terminò con un fallimento nel marzo del 1927. Nel frattempo un altro avvenimento aveva cresciuto la tensione: la firma del trattato franco-rumeno.

Dopo il 1920 la Romania cercava di ottenere la garanzia delle sue frontiere e soprattutto della Bessarabia. Il protocollo del 1920, con il quale aveva ottenuto riconoscimento di questa regione, era stato ratificato dalla Francia dall'Inghilterra, ma non dal Giappone e dall'Italia. Nel 1926 la Romania rinnovò la sua alleanza militare con la Polonia. Cercò anche di riavvicinarsi all'Inghilterra, all'Italia e alla Francia: la Francia fini quindi per allearsi con la Romania, firmando un trattato di alleanza nel giugno del 1926.

A questo trattato l'unione sovietica rispose con una nota del nell'ottobre del 1926, protestando contro un accordo che sanzionava l'annessione della Bessarabia alla Romania. Dopo questa nota e il fallimento definitivo delle trattative sui debiti russi, si delineò in Francia un forte movimento favorevole alla rottura delle relazioni diplomatiche trai due paesi. Ma Briand preferì non arrivare alle estreme conseguenze.

 

Tensione italo-russa

 

L'Italia faceva un grosso sforzo dopo il 1924 per avvicinarsi al paesi della piccola intesa. Mussolini firmò nel 1924 un trattato di amicizia con la Cecoslovacchia. Anche con la Romania, in quel periodo particolarmente vicina all'Italia, sottoscrisse un trattato di amicizia. Con questo accordo l'Italia riconosceva formalmente i diritti della Romania sulla Bessarabia. L'unione sovietica, quattro giorni dopo la nota di protesta che aveva inviato alla Francia sullo stesso tema, ne indirizzò una simile all'Italia.

Tensione anglo-russa

Assai peggiori furono le relazioni con l'Inghilterra. L'origine della tensione risale allo sciopero generale, proclamato nel maggio del 1926, dalle Trade Unions e che durò una settimana. Questo sciopero 1925 durante il 14º congresso del partito comunista. I sindacati russi organizzarono delle collette per sostenere i minatori inglesi. Ma il governo conservatore britannico indirizzò una nota di protesta ai sovietici, per il fatto che i sindacati sovietici finanziassero dei sindacati inglesi. Nel giugno dello stesso anno il governo Baldwin pubblicò un "libro azzurro " una raccolta di documenti destinata approvare l'ingerenza dei sovietici nella politica britannica. Poco dopo, Chamberlain minacciò l'unione sovietica di rompere l'accordo commerciale e persino le relazioni diplomatiche. Si giunse nel maggio del 1927, quando fu organizzata una perquisizione nei locali di una società commerciale anglo-sovietica. L'unione sovietica protestò contro questa violazione dell'immunità diplomatica. La questione fu dibattuta alla camera dei comuni, ma solo Lloyd George. Il primo ministro Baldwin decisione di annullare gli effetti dell'accordo un sale e di rompere le relazioni diplomatiche, con l'approvazione della camera dei comuni. Fu pubblicato quindi un " libro bianco " che raccoglieva tutta la documentazione relativa agli intrighi organizzati dall'unione sovietica per ingerire nella politica britannica.

 

L'isolamento dell'Urss

 

Verso la fine di giugno del 1926 ebbe luogo a Ginevra una conferenza fra Inghilterra, Germania, Francia, Belgio e Italia nel corso della quale fu trattato il problema dei rapporti con l'unione sovietica. Chamberlain propose a Stresemann di usare l'influenza del governo tedesco sul governo russo per ottenere un riavvicinamento economico fra la Russia e il resto dell'Europa. E gli era contrario ad una crociata contro i bolscevichi. Ma dopo l'assassinio di uno dei suoi diplomatici, l'unione sovietica ruppe le sue relazioni diplomatiche con la Svizzera. Bisognerà aspettare il 1929 con l'adesione dell'unione sovietica al patto Briand-Kellog, per registrare un miglioramento delle relazioni dell'unione sovietica con i principali paesi europei.

 

 

Il primo trattato italo-albanese

 

L'Italia mussoliniana si sforzava di rafforzare la sua posizione di influenza sull'Europa danubiana e balcanica, ma trovava un limite nell'influenza che la Francia esercitava su questi paesi. Quest'ultima era storicamente contraria alla revisione dei trattati scaturiti dalla fine della prima guerra mondiale. Come già detto Zogu, inizialmente protetto dagli jugoslavi, si schierò dalla parte degli italiani, cacciando il precedente governo dall'Albania. Una volta eletto presidente per sette anni, annunciò a Mussolini nel gennaio del 1925, che desiderava un governo solido in Albania che contribuisse la pace nei Balcani. Mussolini riconobbe immediatamente il suo governo, tanto che nel novembre del 1926 i due paesi firmarono a Tirana un patto di amicizia e di sicurezza valido per cinque anni, garantendo quindi l'assetto politiche territoriale dell'Albania.

 

L'alleanza franco-jugoslava

 

Il trattato di Tirana suscitò immediatamente delle preoccupazioni in Francia e in Jugoslavia. Garantendo l'indipendenza dell'Albania, l'Italia guadagnava una preponderanza nell'Adriatico. Gli jugoslavi temevano che questo accordo violasse il patto di amicizia firmato con loro a Roma. Ma alla Jugoslavia, membro della piccola intesa, considerava il patto di Roma come praticamente abolito. La tensione crebbe così fra i due paesi. Nel corso dell'estate del 1927 Italia Jugoslavia ruppero le relazioni diplomatiche.

Sin dal marzo del 1926 la Jugoslavia negoziavano un accordo con la Francia. Briand pensava di potersi includere anche l'Italia, ma Mussolini rifiutò. Nel novembre del 1927 il ministro degli esteri jugoslavo firmò l'accordo a Parigi. Si trattava di un trattato di alleanza ed amicizia. Briand dichiarò che non era diretto contro l'Italia, ma Mussolini si lamentò aspramente del trattato.

 

Il secondo trattato italo-albanese

Così in seguito al trattato di alleanza franco-jugoslavo, l'Italia rispose il 22 novembre firmando a Tirana con l'Albania un nuovo trattato di alleanza, che questa volta prevedeva una garanzia difensiva e che sarebbe durato 20 anni. In caso di guerra i due paesi non avrebbero concluso una pace separata. L'Albania entrava sempre di più nella zona di influenza italiana.

Tuttavia il presidente francese Briand cercò di non avvelenare i rapporti franco-italiani e qualche giorno dopo firmò con essi un accordo temporaneo che regolava la situazione di cittadini francesi in territorio italiano e viceversa. Mussolini ne approfittò per dichiarare che non avevo obiezioni al trattato franco-jugoslavo. Da parte sua la Jugoslavia finì per ratificare le convenzioni stipulate a Nettuno nel 1925. Ma il patto di amicizia firmato a Roma nel 1924 è giunto a scadenza non fu rinnovato. Oltretutto nel settembre del 1928 con l'approvazione italiana Zogu assunse il titolo re degli albanesi.

Il revisionismo italiano e l'Ungheria

L'Italia aveva anche consolidato i suoi legami con l'Ungheria, concludendo con essa nel settembre del 1925 un trattato di commercio e nell'aprile del 1927 un trattato di amicizia. Tuttavia i due paesi non erano alleati, ma il governo ungherese dichiarò che il suo paese entrava nella sfera degli interessi italiani.

La politica italiana raggiunse la sua completa realizzazione nel 1928. Mussolini già negli anni precedenti aveva dichiarato il suo favore ad una posizione di revisione dei trattati succeduti alla prima guerra mondiale. Profetizzò che l'Europa sarebbe arrivata in una fase delicata della sua storia fra il 1935 e il 1940, per questo si dichiarò favorevole ad una revisione dei trattati a vantaggio dell'Ungheria.

La Grecia ed i suoi vicini

La situazione nei Balcani restava agitata. La Grecia in particolare era in contrasto con tutti i suoi vicini. Con la Turchia nel 1925 gli scambi di popolazione non erano ancora terminati. Ponevano infatti una quantità di problemi soprattutto finanziari.

Con la Bulgaria avvennero diversi incidenti di frontiera, tanto che nell'ottobre del 1925 si arrivò ad un aperto conflitto fra i due paesi. Truppe greche penetrarono nel territorio bulgaro. Il governo bulgaro si rivolse alla società delle nazioni, che impose alle due parti di astenersi al ricorso alla guerra. Il consiglio si riunì e di inviò degli addetti militari sul luogo. Le truppe greche furono costrette ad evacuare la Bulgaria. Si trattò forse dell'unico successo ottenuto dalla società delle nazioni.

La Grecia era anche in cattivi rapporti con l'Albania. Esistevano anche delle serie difficoltà fra la Grecia e la Jugoslavia. La Gran Bretagna, da sempre interessata alla Grecia per la sua particolare posizione geografica, cercò di farla riavvicinare alla Jugoslavia e alla Bulgaria, per realizzare una sorta di Locarno balcanica. Fin dal gennaio del 1926 Grecia Jugoslavia intrapresero dei negoziati che portarono all'agosto del 1926 alla firma di un trattato di amicizia collaborazione fra i due paesi. Ma la Francia era poco favorevole alla creazione di una Locarno balcanica, preferendo il sistema della piccola intesa. Sarebbe stato però impossibile integrare la Bulgaria in questo sistema, considerandola su ostilità verso la Grecia. Le manovre inglesi fallirono, giacché il governo greco rifiutò l'anno successivo di ratificare il trattato greco-jugoslavo.

domenica 21 febbraio 2010

Parte I, Capitolo I, Paragrafo V: Il problema sovietico

La politica di appoggio ai Russi bianchi

Gli alleati durante il 1918, con l’evolversi della Rivoluzione in Russia cominciarono a porsi il problema di come relazionarsi con il nuovo governo che si era instaurato in quel gigantesco paese. Sebbene almeno per tutto il 1918 la preoccupazione maggiore fosse quella di mantenere un fronte Orientale contro la Germania, quando l’11 novembre 1918 i Bolscevichi denunciarono il Trattato di Brest-Litovsk, gli Alleati furono costretti a prendere una decisione.

Vi erano tre opzioni:

  1. negoziare con il nuovo governo Bolscevico;
  2. sostenere la controrivoluzione, capeggiata dai Russi bianchi;
  3. applicare una politica di blocco o “cordone sanitario”, come fu definito successivamente.

Inizialmente si optò per la lotta armata. Gli inglesi sostennero le truppe di Kolciak in Siberia, dove si era insediato un “governo panrusso”. La Francia invece inviò un contingente di uomini al comando del Generale Berthelot (che giocherà un ruolo fondamentale nella politica estera francese successiva) che sbarcarono ad Odessa, attraverso la Romania.

Il tentativo dell’Isola dei Principi e La missione Bullit

All’inizio del 1919 i Bolscevichi passarono all’offensiva riconquistando ampi territori (tutta la Russia Bianca e l’Ucraina), oltre ché in quella fase avevano pesantemente battuto le truppe di Kolciak.

Truppe di Kolciak

Aleksander Kolchak

Questo convinse Lloyd George della possibile vittoria dei Bolscevichi e della necessità di iniziare a trattare con loro. Propose quindi di convocare una Conferenza di pace a Parigi, dove Bolscevichi e Russi Bianchi si sarebbero dovuti incontrare e trattare la fine delle ostilità. Poi su suggerimento di Wilson, si propose invece di organizzarla nell’Isola dei Principi vicono Costantinopoli. Benché Clemanceu e Sonnino non fossero del tutto convinti, acconsentirono.

L'isola dei Principi, vicino Istanbul

L'Isola dei Principi

Chicherin, Commissario del popolo per gli affari esteri inizialmente accettò, ma i governi antibolscevichi non accettarono, anche perché preparavano insieme a Kolciak una offensiva in cui speravano di battere i Rossi.

Wilson e Lloyd George decisero di insistere ed inviarono un esperto diplomatico americano, William Bullit a Mosca per trattare con i Bolscevichi. Quest’ultimo incontrò sia Chicherin che Lenin, con i quali si accordò per un progetto di pace. Ma quando fece ritorno a Parigi, il piano non fu preso in considerazione.

La politica del Cordone Sanitario

L’atteggiamento delle potenze Alleate cambiò anche in considerazione del fatto che in Europa stavano scoppiando varie rivoluzioni di ispirazione comunista, che preoccupavano i governi europei (gli Spartachisti a Berlino nel Gennaio del 1919, Bela Khun in Ungheria dove assunse il potere per vari giorni nel Marzo del 1919.

Non giovò neanche il Congresso Comunista che si riunì a Mosca nel Marzo del 1919, che proclamò la “Terza Internazionale”, da cui avrebbe avuto inizio una nuova era internazionale della rivoluzione comunista: il Leninismo usciva quindi fuori dai confini della Russia, per configurarsi come pericoloso movimento rivoluzionario nel resto del mondo.

Questo coincise con la riprese dell’offensiva anche di numerose truppe irregolari, comandate da Kolciak in Siberia, da Denikin nel sud della Russia, da von der Goltz in Lettonia e dal generale Yudenic che marciava su Pietrogrado.

Denikin von der Goltz  Yudenich

Nel Maggio del 1919, Francia, Inghilterra, USA e Italia si spinsero a dichiarare di voler sostenere Kolciak nella sua avanzata purché si dichiarasse pronto ad utilizzare metodi di governo democratico e a rispettare l’indipendenza della Polonia e della Finlandia. Decisero quindi di applicare una politica di non intervento che sarebbe stata successivamente definita “Cordone Sanitario”, pur continuando a sostenere i Russi Bianchi.

Le vicende che si successero nel 1919 sono molto complesse, ma sostanzialmente videro la progressiva sconfitta delle truppe contro-rivoluzionarie bianche e la definitiva affermazione dei Bolscevichi. Questo decretò definitivamente il fallimento della politica alleata e quindi della politica del Cordone Sanitario.

Frontiera russo-finlandese

La Finlandia si era proclamata indipendente già dalla fine del 1917, sostenuta dal Generale von der Goltz.

Nell’ottobre del 1920 fu firmato un trattato di Pace con la Russia, grazie al quale la Finlandia otteneva la gran parte della Carelia (ad eccezione della parte Orientale, se amministrata in modo autonomo), la regione di Petsamo che divideva quindi la Russia dalla Norvegia.

Zone ottenute dalla Finlandia indipendente

Tuttavia la Finlandia lamentò la mancata applicazione del Trattato, da cui derivò una rivolta (fallita) in Carelia, sostenuta dalle truppe finlandesi. Inoltre la Finlandia si era rivolta anche alla SDN per ottenere giustizia, senza peraltro risolvere il problema.

Altro problema era legato alle isole Aland, cedute alla Finlandia, ma rivendicate anche dalla Svezia, dove fu imposto il mantenimento dello statuto di neutralità dalla SDN, voluto soprattutto dall’Inghilterra, che avrebbe potuto facilmente utilizzarle come avamposto per attaccare la Russia.

Le isole Aland, contese fra Finlandia e Svezia e smilitarizzate

Frontiera Russo-Estone, RUSSO-LETTONE e LA PACE CON LA LITUANIA

A sud della Finlandia, i tre paesi Baltici di Estonia, Lettonia e Lituania avevano già proclamato la loro indipendenza agli inizi del 1918, confermata nell’agosto del 1919 dalle potenze Alleate che rimandavano ad un arbitrato con la SDN per la definitiva definizione della loro indipendenza.

Inizialmente la Francia voleva costituire un blocco degli Stati del Baltico in funzione anti-russa (Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia), ma a causa delle rivalità fra i vari paesi (soprattutto per il conflitto fra Lituania e Polonia), questo tentativo fallì.

Le tre repubbliche Baltiche

I sovietici, dal canto loro, preferirono stabilizzare i problemi in quell’area riconoscendo l’indipendenza dell’Estonia.

von der GoltzPer la Lettonia, invece, fu più difficile, dovendo combattere sia contro i Bolscevichi, sia contro truppe più o meno regolari al comando di Von der Goltz: questo cessò comunque quando la Germania firmò il Trattato di Versailles nella Primavera del 1919 e fu costretta a richiamare il Generale. Quest’ultimo, come già detto, seguitò a combattere questa volta in nome del movimento della Russia Occidentale. Il paese venne liberato definitivamente alla fine del 1919 con il supporto della marina francese e britannica e nel Luglio del 1920 fu siglata la pace con la Germania, seguita da quella con i Sovietici in Agosto del 1920.

La Lituania arrivò alla pace nel Luglio del 1920 con i Sovietici, pur restando il problema di Vilna, l’antica capitale del Granducato. Benché questa fosse stata assegnata alla Lituania dal consiglio supremo interalleato alla fine del 1919, questa era occupata dalla Polonia. Nel Giugno del 1920 questi si ritirarono incalzati dall’avanzata sovietica e la città fu di nuovo occupata dai Lituani.

Le regioni della Lituania

La vicenda sembrava conclusa, senonché le truppe polacche ripresero di nuovo possesso della città nel 1920. Si dovrà attendere una decisione della SDN che avrebbe riconosciuto il fatto compiuto da parte dei polacchi, in coincidenza con l’invasione del territorio di Memel da parte dei Lituani.

Zone di conflitto della Lituania: Vilna e Memel

La Guerra Russo-Polacca

Ricostruita dal Trattato di Versailles, la Polonia poneva un serio problema di attribuzione delle frontiere. Il Maresciallo Pilsudski aveva fatto proclamare la Repubblica nel Novembre del 1918, ma era in cattivi rapporti con gli Alleati. Inoltre alla fine del 1918 essi erano ancora in guerra contro la Germania e le ostilità cessarono solo per pressione degli alleati agi inizi del 1919.

I polacchi combattevano anche ad est contro l’Ucraina per la conquista di Leopoli, inoltre a Maggio del 1919 conquistò tutta la Galizia orientale. A nord, infine, combattevano contro la Russia ed erano riusciti a penetrare nel suo territorio fin quasi a Minsk.

L'offensiva polacca verso l'Ucraina, la Galizia e la Russia Bianca

Nel dicembre del 1919 i Bolscevichi cercarono di trattare la pace con la Polonia. Gli alleati ritenevano inoltre che la Polonia dovesse limitarsi a governare territori eminentemente polacchi, secondo una linea che verrà definita convenzionalmente “Linea Curzon”.

I Polacchi comunque rifiutarono sia le proposte dell’Intesa, sia le proposte dei sovietici e nell’Aprile del 1920 ripresero l’offensiva.

Dopo alcuni successi inziali, i Russi contrattaccarono interrompendo la ferrovia Varsavia-Danzica. La Polonia inoltre era tagliata fuori dai rifornimenti, poiché Germania e Austria-Ungheria rifiutavano di far passare i convogli.

Gli Inglesi ritenevano che la Polonia non fosse economicamente vitale e pertanto propose alla Russia di concludere un armistizio a 50 km. a est della Linea Curzon, proponendo una successiva conferenza a Londra con i rappresentanti Sovietici, Polacchi e degli Stati Baltici per definire l’assetto complessivo delle frontiere.

Ma la Russia non accettò chiedendo alla Polonia delle trattative dirette: nel frattempo a fine Luglio del 1920 la Polonia chiedeva l’armistizio. Alcuni Polacchi ritenevano in Agosto di dover accettare le proposte sovietiche, peraltro incoraggiati anche dagli Inglesi che pur minacciando i Sovietici per paura che instaurassero un regime comunista in Polonia, tendevano a voler stabilizzare la situazione. I Francesi invece incoraggiavano i polacchi alla resistenza promettendo un sostegno. Così a metà agosto, i Polacchi ripresero l’offensiva e nel giro di pochi giorni respinsero i russi 400 km. oltre la Linea Curzon, tramutando una sconfitta in una incredibile vittoria.

I negoziati furono interrotti, poiché non era sicuramente più possibile parlare della Linea Curzon. Ad ottobre del 1920 si arrivò quindi ai preliminari di pace, che fissarono i confini a 150 km. ad est della Linea Curzon. Dopo l’alleanza con la Francia, firmata nel Gennaio del 1921, si arrivò alla conferma della Pace a Marzo.

La Bessarabia

Questa regione, appartenente alla Romania, si era staccata dalla Russia nel 1917 ed era abitata in prevalenza da Rumeni. Il consiglio supremo interalleato aveva stabilito di assegnare questo territorio alla Romania, decisione tuttavia contestata dai Sovietici che la reclamavano come terra irredenta.

La Transcaucasia

Le frontiere Sovietiche in Medio Oriente rappresentavano invece un problema molto maggiore , perché la rivoluzione russa aveva dato il via a tutti i movimenti nazionalisti di indipendenza che portarono progressivamente al formarsi di nuovi stati come la Georgia, l’Azerbaigian e l’Armenia. Nell’Aprile del 1918 si formò una “Federazione Transcaucasica” che finì per dividersi nelle 3 repubbliche prima citate.

Le tre Repubbliche Caucasiche

Questi tre paesi furono inizialmente invasi da truppe tedesche e turche, ma furono difesi dall’Inghilterra. Si arrivò all’armistizio di Mudros (Ottobre del 1918) in Turchia, che portò le truppe inglesi ad occupare tutta la zona, sostenendo quindi i governi delle tre repubbliche che si diedero costituzioni repubblicane.

Il Consiglio supremo interalleato riconobbe de facto nel 1920 le tre repubbliche e l’assetto dell’Armenia fu confermato dal Trattato di Sèvres nell’agosto del 1920.

Successivamente però il movimento nazionalista di Mustafà Kemal obbligò la ritirata in Transcaucasia delle truppe inglesi e riconquistarono in breve (ottobre 1920) tutta l’Armenia turca (su cui gli USA avevavo rifiutato un mandato).

Nell’aprile del 1920 inoltre c’era stato in Azebargian un colpo di stato comunista sostenuto dalle truppe bolsceviche che erano penetrate nel territorio della repubblica inseguendo quelle di Denikin. Si era quindi formata la Repuvbblica Socialista Sovietica di Azebergia, che stipulava una alleanza fraterna con Mosca.

Nel maggio del 1920 la Russia Sovietica aveva riconosciuto la Repubblica Georgiana, ma dopo aver inviato una missione diplomatica, contribuì fattivamente ad un colpo di stato comunista che portò alla formazione della Repubblica Socialista Sovietica di Georgia (marzo 1921), sostenuta dalle truppe dell’Armata Rossa.

La Russia si era anche assicurata con il trattato Turco-russo del Marzo del 1921 l’impegno di Kemal di non intervenire nelle questioni Transcaucasiche, cedendo il controllo dei distretti di Kars-Kardahan.

I distretti di Kars e Ardahan

L’ultimo avamposto, l’Armenia, perse fattivamente la sua indipendenza nell’Aprile del 1921.

La frontiera Russo-Iraniana

Sulla frontiera Russo-Iraniana, in seguito alla Rivoluzione, ci furono numerosi scontri, soprattutto a causa di numerosi movimenti separatisti. Nella zona inoltre operavano gli inglesi per combattere alcune divisioni dell’esercito Austriaco, ma furono sconfitti dai Russi che occuparono anche Askabad.

Tuttavia gli inglesi cercarono di consolidare la loro presenza in Iran firmando nell’agosto del 1919 un trattato anglo-iraniano che conferiva ai britannici l’onere di organizzare le finanze e l’esercito iraniano, in cambio di un prestito verso il governo iraniano. Si cercava così di stabilire un vero e proprio protettorato.

Reza KhanMa nel Febbraio del 1921 un colpo di stato diede il potere allo Scia Reza Khan, che come primo atto di governo concluse un trattato con la Russia, denunciano quello stipulato con gli inglesi. per cui nel Maggio del 1921 le truppe inglesi evacuarono la zona.

Tuttavia, l’armata rossa con il pretesto di inseguire le truppe contro-rivoluzionarie di Denikin era penetrata in Iran, occupando la provincia di Gilan. Erano intervenuti vari trattati fra Iran e Russia, che peraltro concedevano anche all’Iran il diritto di mantenere una propria flotta nel Mar Caspio, rinunciando i due paesi ad intervenire nella politica interna dell’altro. Benché si fosse stabilito per una evacuazione dell’Armata Rossa, in realtà questa finì per marciare su Teheran, interrompendo però la sua avanzata nel Settembre del 1921. Forse i Russi speravano con questa azione di propaganda che anche in Iran potesse insediarsi un regime comunista.

Zone controllate dai Sovietici

giovedì 18 febbraio 2010

Parte I, Capitolo II, Paragrafo I, II e III: Contrasto Anglo-Francese e rapporti con la Germania

 

Le conferenze di Cannes, Genova e Rapallo

Riguardo al problema tedesco l’atteggiamento della Francia è stato, dal 1919, quello della fermezza nel richiedere l’applicazione integrale del trattato di Versailles, i cui rappresentanti principali di questa politica sono il Presidente della Repubblica Milleirand e l’ex Presidente Poincarè.

Poincaré 

Aristide BriandAnche il presidente del consiglio Briand mantenne inizialmente un atteggiamento di contrasto con la Germania, ma solo fino al 1921, anno in cui egli divenne  il leader di una politica di riavvicinamento franco-tedesca: Egi poteva contare sull’appoggio dei radicali di Herriot e dalle sinistre, ma non sicuramente della destra. Nelle elezioni del 1919 tuttavia il cartello delle sinistre uscì notevolmente ridimensionato in Francia, ridimensionando quindi anche il peso politico di Briand. Tuttavia egli non mutò il suo atteggiamento, poiché più incline al suo temperamento e soprattutto maggiormente allineato all’atteggiamento britannico: egli riteneva che fosse preferibile rinunciare a qualche concessione del Trattato di Versailles e mantenere saldi rapporti con la Gran Bretagna.

Lloyd GeorgeLa sua nuova politica era quindi vicina a quella di Lloyd George, da sempre favorevole ad una veloce ripresa economica tedesca. E’ proprio il primo ministro inglese che stimola il riavvicinamento. L’occasione ci fu quando Rathenau cercò appoggio da parte degli inglesi per ottenere delle riduzioni di pagamento delle riparazioni, che tenessero conto della “capacità di pagamento” della Germania.

Egli propose quindi nel Novembre del 1921 un piano che prevedeva di concedere alla Francia quel trattato di garanzia fallito nel ’19 a causa del rifiuto del Senato americano, ottenendo in cambio una maggiore conciliazione francese sulle difficoltà tedesche nelle riparazioni e la riunione di una conferenza per discutere la ripresa dei commerci in Europa alla quale avrebbero partecipato su un piano di parità anche la Germania e la Russia sovietica, che sarebbe state anche di nuovo chiamate a partecipare al concerto delle Potenze, fondamentale per le decisioni in campo internazionale.

 

La Conferenza di Cannes del 1922

La proposta fu accettata da Briand. Quest’ultimo si incontrò però preventivamente con Lloyd George cercando di estendere i contenuti del Trattato di Garanzie più genericamente alle frontiere orientali europee, ottenendo l’appoggio inglese in caso di aggressione non provocata della Germania non solo sul territorio francese ma in tutti i paesi dell’Europa Orientale. Inoltre il governo francese intendeva legare la questione del pagamento dei debiti nei confronti USA e Gran Bretagna al pagamento delle riparazioni da parte della Germania, eventualità invece fermamente contestata da Lloyd George.

Benché i due statisti non abbiano raggiunto alcun accordo preventivo, si giunse comunque alla Conferenza di Cannes nel gennaio 1922, con Italia, Belgio e Giappone.

Conferenza di Cannes 1922

Cannes 1922

La politica di avvicinamento di Briand fu aspramente contrastata però da Parigi, soprattutto dal Presidente della Repubblica Millerand che inviò al suo primo ministro un memorandum in cui gli ricordava la ferma opposizione della Francia a fare concessioni sulle riparazioni, che l’unico organo ricnosciuto dal governo in questa materia era la “Commissione delle riparazioni” e che la Russia sovietica non poteva essere invitata se non avesse preventivamente accettato determinate condizioni.

Rathenau e Briand a Cannes

Tornato a Parigi nel mezzo della conferenza, Briand dopo un lungo discorso alla Camera nel quale spiegava le ragioni della sua politica, diede sorprendentemente le dimissioni e fu prontamente sostituito da Poincaré come Primo Ministro e Barthou (grande avversario di Briand) come Vice primo ministro. Il nuovo gabinetto cercò subito di far fallire subito il programma portato avanti da Briand dimostrandosi intransigente al suo ritorno alla Conferenza.

Innanzitutto, il capo del governo francese fece intendere a Lloyd George lo scarso interesse che egli nutriva verso il patto con gli inglesi insistendo sull’estensione (già peraltro negata da parte degli inglesi) a tutti i Paesi Orientali del Trattato di Garanzia, che preferibilmente sarebbe dovuto essere accompagnato da una vera e propria alleanza militare. Ma, quando, a sorpresa, Russi e Tedeschi formarono un Trattato a Rapallo, che permetteva ad entrambi di uscire dall’isolamento e riprendere le relazioni commerciali, un’alleanza Franco-Britannica era quanto mai necessaria. Poincaré non riuscì più a riaprire il negoziato con gli inglesi su questo punto, facendo fallire definitivamente la Conferenza di Cannes.

Altro obiettivo di Poincaré era quello di ostacolare la Russia durante la conferenza economica promessa da Briand a Lloyd George, cioè la Conferenza economica di Genova del maggio 1922.

Conferenza Economica di Genova 1922

L’obiettivo del vertice era quello di ottenere dalla Russia il riconoscimento dei suoi debiti di guerra ed il risarcimento delle proprietà straniere confiscate dallo stato comunista, inoltre gli Alleati cercavano di ottenere delle concessioni per il ristabilimento di attività industriali nel paese, oltre ché intendevano spartirsi le ricche concessioni petrolifere russe. Queste rivendicazioni si scontrarono con una controproposta russa, che chiedeva un risarcimento sostanzioso per i danni subiti durante la guerra civile. Si ebbe, di conseguenza, un totale fallimento.

 

Il Trattato di Rapallo del 1922

Tuttavia la conferenza ebbe un’appendice molto importante poiché Cicerin e Rathenau si incontrarono presso Genova, dove firmarono un accordo, il Trattato di Rapallo, con il quale i due paesi rinunciavano simultaneamente ai debiti di guerra e alle riparazioni, stabilendo rapporti commerciali (con la clausola della nazione più favorita) e soprattutto militari, con la quale la Germania poteva costruire armi in Russia ed addestrare soldati, mettendo la Germania a disposizione i tecnici e gli ingegneri necessari, e la Russia le sue basi logistiche. Il riavvicinamento della Russia alla Germania era cominciato già qualche tempo prima, poiché Cicerin, prima di recarsi a Genova, aveva incontrato a Berlino Rathenau, proponendosi di mantenere uno stretto contatto fra le due delegazioni durante la conferenza.

Questi accordi ebbero fine con l’avvento di Hitler al potere. Gli alleati protestarono con la Germania e la Russia, escludendole definitivamente dalla Commissione politica e contestando la validità stessa del Trattato.

Stresemann e la questione della Ruhr

Le conferenze di Cannes e Genova avevano lasciato da parte il problema delle riparazioni.

Nel luglio 1922 il cancelliere Wirth chiese una moratoria dei pagamenti, a causa dell’inflazione galoppante che aveva colpito il marco. All’assenso di Lloyd George, seguì quello di Poincarè, a condizione che le miniere della Ruhr fossero date in pegno agli alleati. Iniziava, così, la politica del “pegno produttivo”.

L’Inghilterra si oppose a questo sistema, esigendo peraltro anche dalla Francia il pagamento dei debiti di guerra, cosa che i francesi erano disposti a fare solo dopo aver ricevuto le indennità tedesche. La moratoria fu quindi negata.

Altro motivo di attrito franco-inglese fu la ritirata francese da Cianak nella zona di Costantinopoli, che lasciava gli inglesi da soli a combattere contro le truppe di Kemal.

L’occupazione Militare della Ruhr

Nel novembre 1921 Lloyd George fu sostituito da Law, ma la politica inglese non mutò. Poincarè era deciso ad occupare la Ruhr alla prima inadempienza tedesca nei pagamenti, appoggiato nella Commissione per le riparazioni dai belgi e dagli italiani. Grazie a questi appoggi, alla conferenza di Parigi nel gennaio 1923 fu decisa l’occupazione militare della Ruhr copo che la Commissione dei Pagamenti aveva certificato l’insolvenza della Germania nel dicembre del 1920.

clip_image002

Il governo tedesco protestò immediatamente e ordinò ai lavoratori della Ruhr di praticare una “resistenza passiva”, sostenendo economicamente i lavoratori nei loro scioperi. Vi furono scontri e sabotaggi ma, nonostante ciò, Poincarè usò l’esercito e minatori francesi per far produrre le miniere, organizzando il “monopolio delle ferrovie”: si trattava di treni speciali sotto il controllo delle truppe di occupazione, che trasportavano lavoratori francesi e belgi per lavorare nelle miniere, aggirando i picchetti e le manifestazioni.

Questa ostinazione ebbe effetto, in quanto la Germania, strozzata dalla crisi economica e dal peso del sostegno economico per i lavoratori della Ruhr, non poteva mantenere a lungo gli operai in sciopero. Questi riprendevano spesso spontaneamente il lavoro per paura di essere rimpiazzati nel tempo dai francesi, tenuto conto che durante il periodo del “monopolio delle ferrovie” furono espulsi dalle zone occupate ben 145.000 tedeschi.

StresemannNell’agosto 1923 a capo del governo fu chiamato il banchiere liberale Stresemann (una carica che in quel momento pochi agognavano in Germania) che, come primo atto, ordinò la fine della “resistenza passiva”.

La situazione interna tedesca era davvero molto critica. Stresemann dovette affrontare due tentativi rivoluzionari, uno comunista ed un altro nel 1923 nazionalsocialista durante il quale fu arrestato Adolf Hitler.

Movimenti Separatisti in Renania

Konrad AdenauerForte era anche la pressione dei separatisti renani, ai quali l’occupazione della Ruhr aveva offerto un ulteriore motivo di protesta. A capo del movimento separatista vi fu il dottor Dorten. Questi inizialmente intraprese un viaggio a Parigi per cercare un contatto e l’appoggio delle autorità francesi. Benché non fosse stato ricevuto dal Presidente Poincaré (comunque ostile al suo programma), ricavo una favorevole impressone da questo viaggio e fu incoraggiato nel suo progetto di creazione di un “governo provvisorio della Repubblica renana”. Successivamente la Francia appoggiò le rivendicazioni autonomiste più legalitarie del sindaco di Colonia, Adenauer, ma gli inglesi si opposero all’autonomia della regione renana. Inoltre grazie al lavoro di risanamento economico operato dal presidente Strasemann (varo del Ratenmark nel 1923), questi allentò le tensioni interne in Germania, ottenendo che Poincaré abbandonasse completamente la questione. Cosicché i movimenti autonomisti non sopravvissero che fino al ’24.

Zone di conflitto in Europa

Strasemann e il problema delle Riparazioni

L’eccellente operato di Stresemann riuscì soprattutto a riaprire il dialogo con la Francia sulla questione delle riparazioni; risolta la situazione egli lasciò il posto da Cancelliere per far si che si formasse un vero e proprio governo, ma fu sempre chiamato al ministero degli esteri.

Il Presidente Americano CoolidgeNel novembre 1923 Poincaré (pressato dalla crisi economica francese e dalle elezioni imminenti) accettò la proposta del presidente americano Coolidge (succeduto ad Hardings morto nell’agosto del 1923) di istituire una commissione di esperti per valutare il problema delle riparazioni, al fine di ridare vigore all’economia tedesca ed in tal modo far saldare ai paesi europei i loro debiti verso gli Stati Uniti.

La commissione fu presieduta dal banchiere americano Dawes e presentò il suo piano nell’aprile 1924, sia agli alleati che alla Germania.

Stresemann si dichiarò disponibile ad accettare le decisioni della commissione, come pure Poincarè, più che altro per l’incalzante crisi economica che stava colpendo la Francia, che aveva sempre più bisogno del sostegno finanziario della Gran Bretagna.

Intanto in Francia ed Inghilterra i governi cambiavano guida: in Francia il “cartello delle sinistre” portò al potere il radicale Herriot, in Inghilterra diveniva Primo Ministro il laburista MacDonald. Questo determinò un allentamento delle tendenze nazionaliste presenti soprattutto nell’opinione pubblica francese, determinando un clima più favorevole alla distensione dei rapporti con la Germania.

Herriot MacDonald

 

Il Piano Dawes

Sia Herriot che MacDonald chiesero a Stresemann un controllo generale sull’armamento tedesco, accettato dal Cancelliere Tedesco. Herriot annunciò così la fine dell’occupazione della Ruhr con l’applicazione del piano Dawes.

Il piano Dawes consisteva in un accordo valevole per cinque anni, durante i quali la Germania avrebbe dovuto pagare rate annuali crescenti da 1 miliardo a 2.5 miliardi di marchi oro (cifra notevolmente inferiore rispetto ai 132 miliardi di marchi oro chiesti all’epoca dello “Stato dei pagamenti”).

Conferenza di Londra del 1924

MacDonald, il premier laburista ingleseNella Conferenza di Londra del luglio 1924 si discusse sull’adozione del piano, inizialmente però senza la Germania chiamata a partecipare solo alla seconda parte della Conferenza (questo avrebbe provocato una protesta da parte di Stresemann). Si discusse sull’evacuazione della Ruhr (solo tra Herriot e Strasemann); grazie anche alla mediazione di MacDonald, stabilendo una evacuazione scaglionata in un anno, tranne la città di Colonia (occupata in virtù del trattato di Versailles) che doveva essere liberata secondo il Trattato entro il 10 Gennaio del 1925, quindi a breve. Questo però avrebbe di fatto tagliato fuori le truppe di occupazioni francesi: a questo ovviamente si opponeva la Francia.

Nel frattempo però le ispezioni degli armamenti tedeschi rivelarono la presenza di armi proibite dal trattato di Versailles: questo provocò le preoccupazioni del governo francese e britannico che decisero di rimandare l’evacuazione.

Perciò la Ruhr fu liberata nell’agosto 1925 dopo che furono giudicate sufficienti da parte di Francia e Inghilterra gli impegni presi dalla Germania relativamenhte agli armamenti. La zona di Colonia, in seguito ai patti di Locarno, fu liberata solo nel gennaio 1926.

Reblog this post [with Zemanta]